"Cambio colore, forma o piega e cambia anche il modo in cui mi sento" - Under The Beauty Radar by nss G-Club
Intervista a Ciocchette, fenomeno social e hair stylist delle extension colorate e Y2K
Spesso, in Under The Beauty Radar e in generale su nss G-Club, portiamo avanti una visione critica del beauty sui social media. Ne critichiamo alcune modalità, alcuni facili entusiasmi. Quello per Beatrice Pavan, in arte Ciocchette, però, è più che un’amore passeggero. Abbiamo intervistato la regina delle extension colorate Y2K, che si è presentata così: “Ho studiato per diventare make-up artist e hair stylist e tre anni fa mi sono trasferita a Milano per inseguire quel sogno. Ma, allo stesso tempo, ho sempre desiderato creare qualcosa di mio. I capelli, in particolare, sono sempre stati il mio linguaggio: è una passione che mi accompagna da quando ero piccola e che, col tempo, è diventata il centro del mio lavoro. Un giorno ho dipinto una vecchia ciocca di extension per me, senza immaginare che quel piccolo progetto personale sarebbe poi diventato qualcosa da condividere con tutti” e come, se non sui social? Questo è quello che ci ha raccontato.
Intervista a Ciocchette, maga Y2K delle extension ai capelli
Come definiresti il tuo stile visivo in tre parole?
Un mix tra caotico, cunty, camaleontico.
Da dove nasce la tua passione per i capelli?
Credo di averla sempre avuta. Da bambina impazzivo per le extension colorate che andavano di moda nel 2010/2013, e volevo sempre farmene applicare una dalla parrucchiera . Per me i capelli sono sempre stati il modo più immediato per esprimere chi sono. Cambio colore, forma o piega e cambia anche il modo in cui mi sento: è come se mi costruissi ogni volta una nuova versione di me, il mio piccolo avatar. Nel frattempo sono sempre stata anche l’amica che faceva capelli a tutt*: tinte, tagli, decolorazioni…



Cosa ti ispira quando crei le ciocche?
Mi lascio guidare molto dal momento e da quello che sento. Ogni volta, quasi senza accorgermene, ripeto lo stesso piccolo rituale: mi siedo per terra, preparo il tavolino con le tinte, metto un po’ di musica e inizio. Da lì non penso troppo, lascio che sia l’istinto a fare il resto.
Dicci i nomi di star e pop star che ti piacerebbe avere nel tuo roster
Christina Aguilera, Kesha e Avril Lavigne. Direi che sono le mie mothers in questo mondo: sono state tra le icone che mi hanno fatto scoprire e amare il modo in cui accessori per capelli e ciocche colorate potevano diventare una vera forma di espressione personale.



Ti senti più content creator o hair stylist?
Mi sento prima di tutto una hair stylist. In realtà credo che sia proprio questo il punto di partenza: le Ciocchette sono nate dal mio lavoro e dalla mia passione per i capelli, e solo come conseguenza è arrivata la parte dei contenuti. Sono sempre stata dietro le quinte di questo mondo, e forse proprio per questo vivere questa parte più esposta per la prima volta mi sta dando una grandissima soddisfazione. Quello che è successo finora, anche se magari può sembrare poco, per me è stato qualcosa di molto grande e inaspettato. Ovviamente spero in una crescita, perché credo che il mondo dei contenuti possa essere un grandissimo trampolino di lancio per il mio lavoro. La cosa più bella è stata ricevere così tanti messaggi privati di ragazz* che si sono appassionati al mio progetto. Finora ho ricevuto solo tanto supporto positivo e questo mi spinge a continuare.
Come funziona quando un brand ti commissiona un lavoro? Come avviene il processo creativo in quel caso?
Essendo un progetto nato dalla mia creatività, cerco sempre di mantenere una parte molto personale del mio lavoro: le mie sfumature, i miei colori e il mio stile. Ovviamente ascolto le necessità e le idee del cliente, e poi cerchiamo di elaborarle insieme, così da creare un prodotto che sia in linea con quello che desidera, che si senta a suo agio ad indossare, ma che allo stesso tempo abbia sempre l’identità delle Ciocchette. Non sempre il cliente ha bisogno di creare una Ciocchetta da zero, tramite renting possono scegliere prodotti già pronti. Una delle cose più belle per me è proprio vedere come la stessa Ciocchetta possa cambiare completamente a seconda di chi la indossa e del contesto in cui viene utilizzata. Ogni persona alla fine porta una propria visione, e mi piace molto vedere come un’idea nata da me possa trasformarsi in qualcosa di personale per qualcun altro.



Quando crei per te stessa e non per un cliente, come cambia il tuo approccio?
Quando dipingo per me stessa mantengo lo stesso approccio che ho sempre avuto: deve essere un momento di libertà e di divertimento. Mi sono imposta di non perdere mai quella parte spensierata, perché è proprio da lì che nasce la mia creatività. Ovviamente quando lavoro per un cliente ci sono delle esigenze da rispettare e un’idea da sviluppare insieme, ma anche in quel caso cerco sempre di lasciare una parte di me nel progetto. Per me è importante che dipingere rimanga un piacere e non diventi solo un’esecuzione.
Due trend capelli che ti piacciono e due che invece odi?
Non amo i trend in generale. Ho l’impressione che, a volte, ci facciano dimenticare la nostra individualità, iniziano a dirci cosa è bello, cosa è brutto e come dovremmo essere. Io credo che lo stile debba nascere dalla libertà di esprimersi, non dal desiderio di assomigliarsi e seguire una moda.



Cosa vuol dire essere creativi oggi?
Per me essere creativi oggi significa essere innamorati di quello che si sta facendo, senza troppe regole. La cosa più importante è lo spazio che ci concediamo per sperimentare, sbagliare e seguire l’istinto. La creatività è un’avventura: bisogna avere il coraggio di affrontarla, ma è anche una delle cose più belle che ci siano.



